Happy Tree





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Tree Climbing Roma e Castelli Romani

I Tree climber professionisti si prendono cura del tuo verde

Happy Tree è un'azienda specializzata in servizi di Tree Cimbing per la zona di Roma e Castelli Romani, in grado di fornire servizi di qualità per la manutenzione del verde privato e pubblico. Una piccola società fondata grazie alla passione di Marco Belli, da sempre appassionato di Natura, che ha voluto dare concretezza a questa passione diventando tra i più certificati tree climber a Roma e Castelli Romani.

Una passione che è da sempre uno stimolo a migliorarsi continuamente, e che fa di Happy Tree uno dei più importanti riferimenti nel Tree climb a Roma e nei Castelli Romani.

IL TREE CLIMBING
Il termine Tree Climbing significa 'arrampicata sugli alberi'. E' un insieme di tecniche che permettono di operare, con l'ausilio di particolari attrezzature e corde, su piante di qualsiasi dimensione, in totale sicurezza e rispettando le vigenti normative antinfortunistiche.

Il Tree Climbing Roma permette : di intervenire dall'interno della chioma, occupandosi di tutto il suo volume. La possibilita' di spostarsi lungo ogni singolo ramo dell'albero consente al tree-climber di raggiungere il punto piu' adatto alla potatura o ad altri interventi, rispettando la fisiologia e la biologia dell'albero. Il lavoro si svolge normalmente in due fasi: risalita e lavoro.

Nella prima fase il tree-climber sistema la corda per risalire lungo l'albero in un punto utile per il lavoro da eseguire. Giunto al punto di ancoraggio, si posiziona una seconda corda, utile nella fase di lavoro, svincolandosi dalla corda di risalita.

La seconda fase e' quella del lavoro vero e proprio, in cui il tree-climber esegue l'intervento e, in seguito, scende a terra.

Anche se puo' apparire pericolosa, la tecnica e' sicura e affidabile, oltre a essere ecologica e utilizzata da migliaia di professionisti in tutto il mondo. L'operatore deve essere infatti prima di tutto un arboricoltore qualificato, che sappia come, dove e quando intervenire. Se l'albero non deve essere abbattuto, l'operatore non utilizza ramponi o altri strumenti che possono lesionare fusto, branche o rami dell'albero. Le lesioni provocate da ramponi o altre attrezzature, infatti, diventano una sicura via d’accesso per funghi e parassiti che, nel medio periodo, compromettono la salute della pianta in modo irreversibile.

TECNICHE DI LAVORO DEL TREE CLIMBING

Prima fase : Controllo/ispezione pre-arrampicata : Come prima cosa e' necessario realizzare l’esame della struttura della pianta su cui si intende lavorare. Ciò permetterà di risparmiare un gran numero di problemi, oltre che grosse perdite di tempo.
Sebbene la qualita’ del legno varia da essenza a essenza, e’ possibile riconoscere in anticipo l’esistenza di difetti che riducono la resistenza della pianta ai carichi che le si applicheranno. In altre parole si tratta di ricercare tutti quei “segnali” in grado di suggerire la pericolosita’ attuale o futura della pianta. Si ricercano i rami spezzati rimasti sospesi, che gia’ di per se’ rappresentano un pericolo, i rami secchi presenti nella chioma, le cavita’ formatesi in seguito a ferite o a grossi tagli, la presenza di funghi, le cortecce che indeboliscono l’inserzione dei rami. Bisogna fare attenzione anche alla presenza di edere o altri rampicanti perche’ possono ostacolare la visibilita’ dei segnali sopra descritti.
E’ anche fondamentale individuare i nidi di vespe, calabroni, processionarie e, in genere, di tutti quei parassiti che se scoperti durante il lavoro possono rappresentare un importante pericolo. Infine, si valuta la pianta nel complesso. In questa fase si stabilisce se ha subito potature pesanti o capitozzature (cioe’ la recisione del cimale del fusto della pianta). Le capitozzature possono infatti favorire processi degenerativi dei tessuti legnosi che generano rami mal inseriti tra loro o sul fusto per la mancanza del necessario collare che, di norma, cinge il ramo al punto di origine. A questo punto si pianifica il lavoro, oltre a scegliere le migliori via di risalita e di discesa che il tree-climber percorrera’ sulla pianta.


Seconda fase - La salita : La salita sull’albero e’ il momento in cui inizia, nella pratica, il lavoro del tree-climber. A volte e’ possibile arrampicarsi utilizzando il cosiddetto metodo in progressione, salendo utilizzando direttamente i rami. Questo metodo e’ utilizzato raramente su piante di grandi dimensioni perche’ troppo lento oppure perche’ impossibile da praticare (e’ possibile se si devono risalire pochi metri una volta raggiunta la parte alta della chioma). In questo caso, come in qualunque altro momento del lavoro, si dovra’ rimanere in contatto con la pianta attraverso una longe (un pezzo di corda legata a un moschettone in lega e senza ghiera) e il capo della corda, oppure attraverso due longe.
Il metodo utilizzato per risalire velocemente e con poca fatica consiste nel posizionamento della corda nella chioma su una forcella strutturalmente sicura attraverso il lancio (manuale o con l’aiuto di una fionda) di una sagola. La salita verra’ eseguita con il metodo foot-lock (‘chiudere con i piedi’). In questo caso l’auto-assicurazione avverra’ con un nodo adatto, prussik o bloccante meccanico. Nel caso in cui, per motivi di distanza o di poca visibilita’, il punto di rinvio della corda non sia chiaramente affidabile, e’ utile posizionare la corda in un punto piu’ accessibile, oppure risalire dal basso con la salita in progressione a cui abbiamo accennato sopra, in modo da controllare da vicino i vari punti di ancoraggio.


Scelta e posizionamento dell’ancoraggio : Un capo della corda (EN 1891) generalmente provvisto di asola preformata viene fatto passare su una forcella strutturalmente sicura e legato all’anello centrale dell’imbracatura (EN 358). Da questo punto centrale partirà uno spezzone di corda dello stesso diametro (EN 1891), con cui legare un nodo bellunese o blake knot per bloccare la parte della corda che esce dalla forcella. Lo scorrimento e il bloccaggio del nodo permetteranno il movimento del tree-climber. In alternativa a questo nodo ve ne sono altri: il marchand trecciato e semplice, il prussik, il distell.
Per evitare che la corteccia del ramo e la corda si danneggino, si posiziona sul ramo la cosiddetta falsa forcella, detta anche “salva cambio” EN 795, formata da una fettuccia di posizionamento con due moschettoni o anelli. In questo caso lo scorrimento della corda avverrà nei due moschettoni o nei due anelli. La scelta del punto di ancoraggio non e' solo determinata da fattori di sicurezza, ovviamente primari, ma anche dalla pianificazione del lavoro. Per facilitare il lavoro si scegliera' un punto di ancoraggio il piu' possibile centrale rispetto alla parte della pianta su cui si deve lavorare.

Terza fase - Il lavoro e la discesa : Scelto il punto di ancoraggio, il tree-climber incomincera’ a muoversi all’interno della chioma per raggiungere i punti su cui deve intervenire. I movimenti di lavoro avverranno con le tecniche sopra descritte. Per questioni di sicurezza la corda deve sempre rimanere in tensione, scaricando il peso dell'operatore sul punto di ancoraggio e non su altri punti della pianta che potrebbero rompersi e causare cadute o pendoli imprevisti. I pendoli, ovvero i movimenti oscillatori assicurato alla corda, costituiscono i rischi maggiori durante il lavoro, quando il punto di ancoraggio della corda non è esattamente sulla verticale. Per evitare pendoli durante la fase di lavoro, la persona addetta sarà vincolata all’albero non solo dalla corda di sicurezza, ma, contemporaneamente, anche da una longe o cordino di posizionamento EN 354.
In condizioni particolari si può utilizzare come seconda corda di lavoro il capo libero della corda normalmente penzolante fino a terra. In questo caso è vincolato a due corde, e ha maggiori possibilità di movimento scaricando il peso alternativamente su una corda, sull’altra, o su entrambe. Tale metodo è denominato doppia via.
Terminata la fase di lavoro, il tree-climber scende a terra con la tecnica usata per gli spostamenti precedenti. È necessario assicurarsi sempre che la corda di discesa sia sufficientemente lunga per arrivare a terra; in caso contrario, o anche in caso di dubbio, è necessario eseguire alla sua estremità un nodo di sicurezza. Il recupero della falsa forcella o fascia ad anelli posizionata sulla cima dell’albero sarà possibile tirando la corda di lavoro che passa in essa, con l’accortezza di eseguire un nodo a un’estremità. Tale nodo passerà nell’anello grande o nel moschettone largo della fascia, ma rimarrà bloccato in quello più piccolo permettendone il recupero. Se durante questa operazione si avrà cura di legare la sagola utilizzata per il lancio all’estremità asolata della corda, si eviteranno rischiosi urti ai moschettoni o agli anelli della “falsa forcella”.